Moschea Çarşı (Kula)
- Notevole
- Luogo di culto
Lingua · 11 pubblicate
Belvedere · Kula, Magnesia
Divlit Yanardağı
Responsabilità editoriale: Matteo Rinaldi · Redattore di viaggi Roavina
| Lunedì | 00:00 – 23:59 |
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| Martedì | 00:00 – 23:59 |
| Mercoledì | 00:00 – 23:59 |
| Giovedì | 00:00 – 23:59 |
| Venerdì | 00:00 – 23:59 |
| Sabato | 00:00 – 23:59 |
| Domenica | 00:00 – 23:59 |
Controllato 2026-08-31 · Fonte
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Divlit Yanardağı, noto localmente come Çakallar Tepesi o Divlittepe, è un cono di scorie sulla riva del bacino di Demirköprü, nel distretto di Kula, a circa 750 m sul livello del mare. Wikidata lo registra come parte del Kula-Salihli Geopark, lo stesso UNESCO Global Geopark che comprende il Kula Volcano, ma i due coni distano circa 20 km e si raggiungono attraverso strade diverse. Le fonti turche descrivono Divlit Yanardağı come la formazione più giovane del vulcanismo di Kula, il cono sul cui versante sorgeva un tempo il villaggio ormai abbandonato di Çakallar e il luogo in cui furono trovate le antiche impronte umane dell’area.
Controllato 2026-08-24 · Fonte
Qui ci sono due coni, non uno: quello più grande, chiamato Çakallar Tepesi o Divlittepe, e un cono più piccolo noto localmente come Küçük Divlit, a circa un chilometro di distanza; entrambi emergono direttamente dalla riva del bacino. Il villaggio abbandonato di Çakallar si trova sul versante del cono più grande.
È anche il luogo in cui nel 1968 furono scoperte più di 200 impronte umane fossilizzate. Gli operai che scavavano scorie per la diga di Demirköprü le trovarono impresse nella cenere vulcanica, con una distanza tra i passi abbastanza lunga da far ritenere che due persone camminassero affiancate. La loro età è controversa, non definitiva. Lo studio di Tekkaya del 1976, la data riportata sia dall’articolo turco sia da quello inglese di Wikipedia, le attribuisce a circa 10.000-12.000 anni fa: secondo questa interpretazione, sarebbero tra le impronte umane più antiche conosciute in Anatolia. Uno studio del 2019, che ha utilizzato la datazione con cloro-36 cosmogenico e zircone sugli stessi depositi vulcanici, colloca invece l’eruzione che le seppellì a circa 4.700 anni fa, nell’Età del Bronzo (3000-1200 BC), data attualmente citata da MTA per il campo. Questa pagina riporta entrambe le interpretazioni invece di fonderle in un unico numero. Il terreno circostante è descritto come un paesaggio eroso di depositi vulcanici e lacustri, con coni lavici erosi, colate laviche e forme di erosione simili a camini delle fate, tipiche dell’area più ampia.
Controllato 2026-08-24 · Fonte
Si tratta di un’escursione di mezza giornata, non di una sosta rapida: il sito si trova ben fuori dal centro di Kula, su strade sterrate, e una volta arrivati non c’è altro verso cui affrettarsi oltre ai due coni e alla riva. Prevedete almeno due o tre ore dalla partenza da Kula, compreso il tragitto, e più tempo se intendete percorrere a piedi entrambi i coni e l’area delle impronte invece di osservarli dall’auto.
Controllato 2026-08-24
Qui il tempo asciutto è più importante che nei siti più accessibili del geoparco, poiché l’ultimo tratto è sterrato e diventa fangoso dopo la pioggia. Il livello dell’acqua e la linea di costa del bacino cambiano con le stagioni, quindi la distanza dei coni dall’acqua aperta varia durante l’anno; nelle fonti utilizzate da questa pagina non è pubblicato alcun calendario preciso al riguardo. La primavera e l’autunno mantengono i versanti esposti di scorie più freschi rispetto all’estate, quando non c’è ombra in nessun punto del percorso.
Controllato 2026-08-24
Non è previsto alcun biglietto per Divlit Yanardağı: si tratta di una riva non gestita e di un terreno vulcanico aperto, non di un monumento con accesso controllato, e presso il sito delle impronte non sono documentati né una biglietteria né un ingresso presidiato nelle fonti utilizzate da questa pagina. Anche le attuali modalità di apertura o eventuali tariffe per le strutture del geoparco più ampio non sono pubblicate in quelle fonti. Qui vale la stessa tutela del geoparco applicata ovunque sul campo: non si raccoglie nulla dal terreno e i veicoli restano sulle tracce esistenti, senza attraversare i coni o la riva.
Controllato 2026-08-24 · Fonte
Kula si trova circa 100 km a est della città di Manisa, sulla strada verso Uşak, senza collegamenti ferroviari o metropolitani. Dal centro di Kula si raggiunge il sito proseguendo verso est e nord, fuori dalla strada tra Salihli e Demirci, per circa 25 km a nord-est fino alla riva del bacino di Demirköprü. È necessaria un’auto per tutto il percorso di avvicinamento: non esiste una linea di autobus fino ai coni e l’ultimo tratto si percorre su strade sterrate. Questo è il più remoto dei due coni di Kula presentati su questo sito e non dovrebbe essere considerato una breve aggiunta a una giornata dedicata al centro di Kula.
Controllato 2026-08-24 · Fonte
L’ultimo tratto sterrato è il pericolo principale: può presentare solchi profondi e, dopo la pioggia, un’auto normale potrebbe non riuscire a percorrerlo. La riva del bacino non è gestita, quindi il terreno vicino all’acqua è irregolare e il livello dell’acqua non è né recintato né segnalato. Il sito delle impronte è un ritrovamento paleontologico documentato, non un’esposizione protetta da vetro, e le fonti utilizzate da questa pagina non descrivono alcuna barriera intorno ad esso; i visitatori dovrebbero evitare qualsiasi superficie fossile e trattarla come il patrimonio geologico protetto che è. Come in ogni geosito di questo geoparco, non si raccoglie nulla dal terreno e i veicoli restano sulle tracce esistenti.
Controllato 2026-08-24
L’abbinamento tra un cono vulcanico scuro e l’acqua aperta del bacino è lo scatto caratteristico del luogo e rende al meglio quando l’acqua è calma, in genere al mattino presto, prima che il vento aumenti sul lago. Il villaggio abbandonato di Çakallar, sul versante del cono più grande, appare in fotografia come una rovina sul tufo nudo, non come un villaggio pittoresco: questa è la descrizione onesta, più che quella lusinghiera. Non sono documentate restrizioni fotografiche per il sito; l’uso dei droni dovrebbe essere verificato autonomamente rispetto alle norme aeronautiche turche vigenti, poiché nessuna delle fonti qui utilizzate lo tratta.
Controllato 2026-08-24
Un cono di scorie sulla riva del bacino di Demirköprü, nel distretto di Kula, chiamato anche localmente Çakallar Tepesi o Divlittepe e parte del Kula-Salihli Geopark.
Le impronte furono documentate in questo sito nel 1968. Le fonti utilizzate da questa pagina non confermano se le impronte originali siano ancora visibili oggi sul terreno o siano state spostate per la conservazione; prima di organizzare un viaggio apposito per vederle, verificate quindi presso il centro visitatori del geoparco.
È controverso. Uno studio del 1976, la data riportata da entrambe le Wikipedie, le colloca a 10.000-12.000 anni fa. Uno studio del 2019, che ha utilizzato la datazione cosmogenica e quella dello zircone sugli stessi depositi vulcanici, colloca invece l’eruzione che le seppellì a circa 4.700 anni fa, nell’Età del Bronzo. Questa pagina riporta entrambe le interpretazioni invece di sceglierne una.
No. Sono coni distinti, distanti circa 20 km, all’interno dello stesso Kula-Salihli Geopark, e si raggiungono attraverso strade diverse dal centro di Kula.
Non necessariamente con tempo asciutto, ma l’ultimo tratto è sterrato e può essere difficile per un’auto normale dopo la pioggia; una maggiore altezza da terra è quindi più sicura.
No. È una riva aperta e un terreno vulcanico, non un sito a pagamento, e non è documentato alcun biglietto d’ingresso.
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Ultimo aggiornamento:
Fonte: Contributori di OpenStreetMap, Wikidata ·